Veltroni, e la fatica di votare

luglio 10, 2007 alle 7:49 am | Pubblicato su politica | 1 commento

Io sono candidato alla guida di un partito che ha parte importante di questa maggioranza e nel quale ci sono opinione diverse delle quali non posso non tener conto

A me Veltroni piace alla guida di un partito democratico di sinistra. Un partito che non fa piacere a priori, perché mescola istanze profondamente diverse e isola la sinistra radicale sempre troppo idealista ma così salutare nelle discussioni (dirsi di estrema sinistra aggiunge sale e anche peperoncino nelle serate ispirate ad argomenti di politica o società… fa pensare, mette dubbi). Ma un partito che costringe a scegliere, anche a “votare”.

Quando ho letto questa frase e altre sullo stesso tenore mi sono sentito un pò male. Vorrei fosse la debolezza del momento, l’esigenza di piacere a tutti per essere indicato leader e poi usare un pò di peperoncino intelligente appunto, come sa fare lui. Altrimenti vuol dire che mi sono sbagliato e nemmeno Veltroni sa esprimere le proprie opinioni e visioni, senza voler compiacere per forza a tutto lo schieramento. E questo va incontro all’uomo e alla donna (sempre più) comune che trova troppo comodo dire “ah io, alle prossime elezioni, non voto, tanto…” che è come dire “ah io, nella prossima vita, non vivo, tanto…” tanto che gusto c’è ad essere definiti e felici, se poi c’è sempre qualcuno che ti ricorda che va bene tutto? E fa pure strada, con questa modalità.

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  1. Credo che queste parole di Olof Palme dicano tutto, e rispondano al tuo quesito su Veltroni:

    “La politica è desiderare qualcosa. In particolare, la politica socialdemocratica è desiderare il cambiamento perché solo il cambiamento promette il miglioramento delle condizioni di vita, alimenta la fantasia e consegna soluzioni possibili nell’immediato e stimoli ai sogni per il futuro.
    Ma, naturalmente, questo desiderio deve andare in una direzione precisa e deve avere una meta. Noi, i socialisti, siamo sufficientemente temerari per desiderare qualcosa perché le idee sono la forza motrice della volontà ma siamo anche abbastanza audaci per desiderare il cambiamento perché proprio il cambiamento può trasformare le utopie in realtà…
    Se si elimina la volontà con la sua base di teoria e di valori, se si elimina come fonte di energia anche il convincimento emozionale, la politica nei paesi democratici si trasformerà in qualcosa di grigio e triste. Forse seguendo quel cammino, si potrà in modo frammentario migliorare qualcosa ma mai si potrà cambiare la società.
    Il socialismo è un movimento di liberazione. Il nostro obiettivo è liberarci il più possibile dalla pressione delle circostanze esterne, dando la libertà a ciascuna persona di sviluppare se stessa secondo le proprie peculiarità e i propri desideri.
    Il socialismo democratico è più di un partito democratico, il quale ha il mero compito di amministrare la società, il nostro compito è trasformarla.”

    PS queste sono le parole che seguono la citazione che il Sindaco di Roma fa sempre di Olof Palme. Forse dovrebbe leggere qualche riga in più… :-b


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