Denaro prestato e seduzione

ottobre 8, 2008 alle 9:55 am | Pubblicato su politica | 1 commento

Come si ripartisce la “colpa” fra chi presta denaro e chi accetta d’indebitarsi? Come al solito esistono mille sfumature, comprese fra necessità e capriccio, fra giusto guadagno da commissione ed interessi e seduzione maldestra. Ma in mezzo, al culmine delle statistiche, ci sta appunto l’essere umano medio. E la media capacità di sedurre del prestatore. Come in politica, quando il candidato ti fa promesse ammiccanti e tu non hai voglia di discriminare, e poi quando hai votato è troppo tardi il danno è fatto e dimentichi anche di aver scelto. O in amore quando il gioco della seduzione, necessario e divinamente piacevole, si sposta sul piano dei sentimenti ed ormai quelli sono passati, si sono assorbiti sotto la pelle. O come appunto il rapporto perverso fra chi ha soldi in quantità (o spera di averne sempre di più) da prestare e far fruttare e chi quei soldi non li ha e non li avrà mai perché vive di un onesto stipendio, ha buoni fondi e valori accumulati in due o tre generazioni di lavoro e pensioni e liquidazioni, e non è capace (non tecnicamente, di solito mentalmente, lucidamente) di fare un calcolo, di fare una somma ed una divisione e scoprire quanto può spendere al mese senza dilapidare il proprio piccolo patrimonio, accrescendolo invece di quanto basta ad affrontare piccole emergenze. Senza rinunciare ai divertimenti, ma modulandoli sulle reali capacità. Decidendo giorno per giorno non in base a emozioni, paure ataviche, aride e anarchiche avarizie o manie ma in base ad un semplice calcolo. Disorientato dalla sproporzione fra la montagna di soldi messi a disposizione istantaneamente da chi presta, e l’apparentemente piccolo quasi ridicolo esborso mensile che ne deriva, cosa vuoi che sia. Facciamo somme e divisioni, una volta all’anno, e così sapremo cosa possiamo e cosa non possiamo fare e decidere.

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  1. Aggiungerei, che le notizie di queste ultime ore non fanno che confermare l’impressione espressa nel post. Agli allarmismi (giustificati direi!!) delle scorse settimane, fanno seguito le esultazioni per l’apparente euforia delle borse dopo che molti governi sono corsi in salvataggio delle istituzioni bancarie che con le loro esposizioni verso debiti inesigibili hanno di fatto causato sia la crisi che la psicosi collettiva (semplifico molto il ragionamento, ma credo che la sostanza sia questa). Ora mi chiedo, è mai possibile che sia tutto così semplice come ce la passano giornali e televisioni? E come mai allora, alcune istituzioni in queste ore sono clamorosamente passate di mano (vedi banche americane acquistate da finanziarie giapponesi) senza colpo ferire, salvo poi probabilmente per i prossimi anni lamentarci di aver perso posizione (noi occidentali) rispetto ai “nuovi ricchi” orientali?


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